A Milano, IMdesignTalks 2020

1 Building Via Cerva 242 foyer3 london-facade-copy4 PARIS5 miami.jpg.pagespeed.ic.qFT20EM-obTornano le IMdesignTalks, le esclusive lectures dei protagonisti del design internazionale. Incontri aperti al pubblico e riservati alle storie di designer e architetti internazionali, ospitati nella sede di Milano in Via Cerva (foto 1 e 2) del prestigioso Istituto Marangoni, scuola di Moda e design con sedi in tutto il mondo.

Ciascun appuntamento è dedicato ad un ospite speciale e al suo percorso professionale attraverso i progetti, le opportunità e le competenze che lo hanno costruito nel tempo. Il ciclo d’incontri prosegue anche nei prossimi mesi.

Sarà l’importanza della memoria come stimolo per immaginare il futuro il cuore dell’incontro del 19 marzo con la Fondazioni Albini, Fondazione Castiglioni e Fondazione Magistretti. Durante l’incontro, Paola Albini, Giovanna Castiglioni e Margherita Pellino faranno emergere la loro personale esperienza nel trasferire alle nuove generazioni saperi e pensieri affinché possano germogliare in nuove idee e rinnovata progettualità.

Il 26 marzo sarà il momento di Luca Nichetto, designer di respiro internazionale, che dal 2011 ha avviato un secondo studio professionale anche a Stoccolma, in Svezia, con collaborazioni internazionali.

In occasione della Design Week di Milano (21-26 aprile 2020) sarà da non perdere l’appuntamento previsto il 23 aprile: in programma un incontro aperto alla città con il designer Oki Sato, che nel 2002 ha fondato Nendo, studio con sede a Tokyo e Milano attivo in molteplici campi, dal design di prodotto all’interior, dall’architettura alla grafica.

Il 30 aprile sarà protagonista il Prisma Project, il talentuoso team degli Alumni dell’Istituto Marangoni Design, che viene attivamente coinvolto dalla scuola in progetti ed iniziative speciali. I giovani designers, in un vivace dialogo con Sergio Nava, Director of Education della scuola, faranno il punto sulle esperienze, le opportunità e i progetti che hanno segnato il loro percorso formativo e professionale.

Torna anche nell’edizione 2020 delle IMdesignTalks, una tra le più importanti protagoniste del panorama progettuale internazionale: Patricia Urquiola. Il 7 maggio, la designer spagnola sarà infatti ospite di Istituto Marangoni per ripercorrere i momenti e i progetti più appassionanti del suo percorso professionale di successo, che l’ha vista al fianco di grandi architetti, da Achille Castiglioni a Vico Magistretti fino a Piero Lissoni.

ll ciclo di incontri si chiuderà il 14 maggio con Ferruccio Lavianinoto designer italiano che si occupa di progetti nelle aree del product e interior design, grafica e direzione artistica.

La scuola è stata fondata nel 1935 a Milano da Giulio Marangoni, noto sarto dell’epoca, ed è diventata nel 1942 una Scuola Professionale Artistica frequentata da modellisti e sarte. Successivamente negli anni ‘70 e ‘80 si è affermata come Scuola di Fashion Design con anche corsi dedicati al Product Development e Marketing. Nel 2003 è stata aperta la sede di Londra (foto 3) in una vecchia fabbrica tessile a Spitalfields, mentre quella di Parigi (foto 4) è stata inaugurata nel 2006. Nel 2016 è stata la volta della sede in Via de’ Tornabuoni nel centro di Firenze. In Cina sono state aperte due scuole, a Shanghai nel 2013 e a Shenzhen nel 2016. Nel 2017 l’Istituto Marangoni ha inaugurato la sua prima sede negli Stati Uniti, a Miami (foto 5) e in India, a Mumbai..

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1970-2020: revival per i cinquant’anni

1 EMU RioR502 EMU RioR503 EMU RioR50Rio di Emu, la collezione nata negli anni Settanta e diventata subito un best seller, festeggia quest’anno il mezzo secolo di vita. Venduta in oltre otto milioni di pezzi, in particolare negli Stati Uniti, ha rappresentato un’icona dell’arredo outdoor presente in numerose ville di Palm Spring.

Oggi l’azienda rende omaggio alla sedia Rio con una riedizione celebrativa, denominata RioR50, affidata alla creatività di Anton Cristell e Emanuel Gargano. Il nuovo nome nasce dall’idea, concepita dall’azienda e dai designers, di aggiungere al nome originario “R50”.

La lettera R, oltre ad essere un richiamo al nome Rio, caratterizza la forma ad R della piega del tubo della struttura, un elemento distintivo che dona sinuosità a queste sedie e poltroncine. L’aggiunta nel nome di “50”, invece, vuole essere un richiamo alla celebrazione dei 50 anni di un’icona della storia del brand.

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Olandesi nel cuore di Milano

1 Galleria MeravigliL’azienda olandes2 FitsJurgens_GalleriaMeravigli_Doors-83 FitsJurgens_GalleriaMeravigli_Doors-10e FritsJurgens è protagonista a Milano, in Galleria Meravigli, delle quattro maestose ante a bilico in vetro. La Galleria Meravigli, costruita negli anni ’30 del secolo scorso, deve parte del suo splendore all’imponente struttura del tetto, in vetro e metallo.

Maestosi pilastri su entrambi i lati dell’entrata abbracciano le splendide porte a bilico firmate FritsJurgens, realizzate da DeRooy Metaaldesign, su progetto curato dall’Art Director della Galleria, l’olandese Nicole Uniquole.

I pavimenti sono intarsiati con mosaici, caratteristiche decorazioni floreali tipiche del Liberty milanese. A pochi passi dal Duomo, vicino a Piazza Affari, la Galleria è una vivace location per eventi culturali, mostre d’arte, rassegne fotografiche ed esposizioni di design di lusso.

Da quest’anno la Galleria farà parte della nota manifestazione Masterl -The Dutch in Milano, in occasione del prossimo Salone del Mobile.

Le quattro grandi ante a bilico, due doppie porte, ognuna per ciascun ingresso della Galleria, sono alte circa 3 metri e montano l’innovativo System M del brand olandese: si inserisce a scomparsa nelle ante che si aprono e si chiudono a spinta, ruotando su sé stesse, con il semplice tocco delle dita.

Sintesi tra ricerca tecnica e sapere artigianale, le soluzioni FritsJurgens raggiungono la massima espressione nel connubio con porte e pareti a bilico che hanno come materiale base il vetro. Varchi girevoli di piccole o grandi dimensioni, per interno o per esterno, che ruotano sul proprio asse verticale invisibile e grazie al meccanismo brevettato dll’azienda, si aprono e chiudono con un movimento totalmente controllato. Integrati a scomparsa nella parte superiore e inferiore dell’anta -con una piccola piastrina d’appoggio a soffitto e una a pavimento come unici elementi esterni- i sistemi FritsJurgens sono ingegnerizzati per permettere un controllo assoluto del movimento della porta: indipendentemente da peso, dimensione e materiale del pannello, l’apertura e la chiusura sono ammortizzate, morbide ed estremamente fluide.

 

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Un tram chiamato Ikea

1 IKEA Tram2 IKEA TramNon rischia certo di passare inosservato il tram targato Ikea che a Milano, dall’ 11 al 23 febbraio, attraversa il centro della città meneghina tra il Duomo e il Castello Sforzesco, a disposizione di tutti i passeggeri con accesso libero alle fermate ATM.

Un modo inconsueto, insieme ad altre iniziative mirate come una serie di workshop days (questi anche a Roma), per lanciare la nuova collezione primaverile di Ikea che spazia dai tessili ai tappeti, dai kit per le pulizie di casa agli accessori, dai complementi alle luci, dai contenitori alle poltrone in midollino, fino alle decorazioni e tanto altro ancora per l’arredo della casa e per l’outdoor. Il tutto, sempre, nel segno della sostenibilità.

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Speronari Suites a Milano

1a Speronari Suites_Facade(1)2 SPERONARI Suites3 SPERONARI Suites el porteno spadari4 SPERONARI Suites5 SPERONARI Suites-photo-by-Thomas-Pagani-31-scaled6 SPERONARI Suitesphoto-by-Thomas-Pagani7 SPERONARI Suites sauna8 SPERONARI Suites9 SPERONARI Suites bathroomNel cuore della capitale internazionale del design, a pochi passi dal Duomo di Milano, nasce una nuova “design& entertainment destination”: Speronari Suites.

Speronari Suites nasce dall’incontro degli imprenditori Paolo Catoni e Martino Corti di HotelSolutions, società attiva da più di 10 anni nella consulenza start up di strutture alberghiere e consulenza strategica per ottimizzare la loro attività di promozione e commercializzazione.

Cantoni e Corti sono anche a capo del brand Brera Apartments (il network che conta più di 40 residential apartments e suites nel design district più famoso al mondo: Brera a Milano), con Fabio Acampora e i fratelli Sebastian e Alejandro Bernardez di Dorrego Company, società che dal 1995 immagina, progetta, costruisce e gestisce lounge bar e ristoranti sempre innovativi e di rilievo.

Il complesso intervento di ristrutturazione integrale dell’edificio della metà dell’800, è stato realizzato dallo studio milanese Angus Fiori Architects.

Con la trasformazione radicale effettuata, Speronari Suites presenta sei livelli fuori terra per una superficie di circa 1800 mq, con 22 suites che vanno dai 29 e ai 44 mq (alcune delle quali anche su due livelli), oltre ad un piano terra a destinazione ristorante ed un interrato con locali fitness e servizi.

Una struttura ricettiva dove alloggiare a Milano, ma anche dove recarsi per il famoso aperitivo milanese o godere dell’ottima cucina argentina a base di carne, per cui è famoso El Porteño Gourmet.

Ha collaborato per gli interni, in piena sinergia con lo studio di architettura Angus Fiori Architects, l’architetto e interior designer Francesca Attolini per creare un luogo accogliente, dal design sofisticato e contemporaneo, rivolto ad una clientela sensibile e attenta nelle esigenze funzionali e di servizio tanto quanto verso gli aspetti formali.

Non a caso è stato coinvolto Tom Dixon per alcuni complementi d’arredo, accessori di decorazione e di illuminazione e aziende che incentrano la loro produzione sul design, oltre che sulla qualità produttiva.

Diverse le aziende coinvolte: al piano interrato la struttura offre una Spa&Gym attrezzata con sauna finlandese a marchio SoulSauna di Starpool e dotata di macchinari all’avanguardia per il fitness e l’wellness di Technogym; Kreon per l’illuminazione dei corridoi; Ceramica Globo, Catalano, Fantini per i bagni e Tubes per i radiatori.

Nelle suite l’illuminazione è firmata Zava, mentre Dedar è stata scelta per i tessuti di rivestimento delle testate dei letti e di alcuni imbottiti. I pattern di alcuni tessuti sono stati disegnati ad hoc e si ispirano a Emilio Pucci. Foto Thomas Pagani.

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Nuovo stadio e riqualificazione urbana a Firenze

1 STADIO Firenze Pierattelli Arch2 STADIO Firenze Pierattelli Arch3 STADIO Firenze Pierattelli Arch4 STADIO Firenze Pierattelli ArchA Firenze, il famoso studio di architettura Pierattelli Architetture propone un progetto per il nuovo stadio di calcio della locale squadra Fiorentina,  con un Masterplan che prevede una riqualificazione dell’area, oggi adibita al mercato agro alimentare di Firenze Mercafir che, una volta attuato, lascerebbe in dote alla città non solo un impianto sportivo all’avanguardia, ma un distretto funzionale e accessibile, riqualificato per servizi e tempo libero.

Il progetto per il nuovo stadio diventa così l’occasione per trasformare l’infrastruttura sportiva in un segno di rinnovamento, crescita ed espansione urbana, ridisegnando lo scenario urbano di una delle zone più vitali della città.

In tempi di grandi discussioni in Italia e in particolare a Milano, dove si dibatte sulla costruzione di un nuovo stadio o sul riadattamento e riconversione totale o parziale dell’esistente, la proposta di Pierattelli Architetture per Firenze, dimostra la necessità di un dialogo allargato dell’opera con la città e il territorio adiacente (in questo caso il Masterplan ridisegna il quartiere di Novoli, area di espansione nella zona nord-ovest di Firenze), per offrire alla città nuovi spazi e servizi e non solo uno stadio iconico.

Il progetto è molto più di un’opera di design sportivo: ridefinisce i rapporti tra architettura e contesto, risolvendo proprio attraverso l’arrivo dello stadio anche altre criticità che gravano sull’intera area.

Caratterizzato da una forma organica, lo stadio ricorda per la sua particolare conformazione, più alta da una parte e più bassa dall’altra, un “Sasso”. Una maglia metallica colorata ricopre la struttura esterna, contraddistinta dai colori sociali della squadra: viola, bianco e rosso. 16 gli ingressi, di cui 4 dotati di tornelli, con ascensori e scale panoramiche, permettono di accedere ai 3 anelli di tribune, oltre che alla galleria commerciale e alla zona ristorazione, sempre aperte al pubblico. Il progetto prevede anche la costruzione di colline artificiali per creare un’architettura viva e fruibile con servizi sempre aperti per i cittadini.

 

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Design e funzionalità senza tempo

1 CARL HANSEN2 CARL HANSEN3 CARL HANSENIl tavolo e panche, rimesse oggi in produzione da Carl Hansen & Son rispettando il disegno originale, state progettate nel 1971 da Børge Mogensen, uno dei più iconici designer di mobili danesi.

La serie, dalle linee pulite e funzionali, è realizzata con listelli di legno di teak massiccio non trattato certificato e si completa con cuscini trapuntati rimovibili in tessuto, dotati di nastri per il fissaggio alla panca. Le panche e il tavolo sono pieghevoli, quindi occupano uno spazio minimo quando non si usano.

Il set di mobili di Mogensen s’ispira agli elementi Shaker del XVIII e XIX secolo. “Il tavolo in particolare, richiama alla mente la semplicità e la funzionalità dello stile Shaker“, afferma Knud Erik Hansen, CEO di Carl Hansen & Son, che prosegue “Gli Shakers viaggiavano molto e i loro mobili erano semplici e pratici. E così sono anche questi elementi, sia nel design che nella funzione. Il design di questi mobili li rende facili da piegare per chiunque. Occupano uno spazio minimo e sono pratici per qualsiasi utilizzo. Anche la manutenzione richiesta è minima. mobili di Børge Mogensen sono pratici e belli. Il suo design porta i segni di un architetto che ha amatil suo lavoro e non aveva paura di creare mobili semplici e durevoli.”

Per le loro caratteristiche ben si integrano ad altre collezioni di mobili per esterno dell’azienda danese.

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A Dubai, community a firma italiana

1 Tonino Lamborghin DUBAIi2 Tonino Lamborghin DUBAIi3 Tonino Lamborghin DUBAIi4a Tonino Lamborghini4b Tonino LamborghiniA Dubai, nell’area di Meydan, entro il 2024, sorgerà la prima community al mondo firmata Tonino Lamborghini: Tonino Lamborghini Residences Dubai (foto 1, 2 e 3).

Ne hanno dato l’annuncio tempo fa l’azienda della famiglia Lamborghini dedicata a mobili e accessori, progetti di hospitality e real estate di lusso con il marchio del Toro, e Oriental Pearls, uno dei principali developer immobiliari cinesi che operano negli Emirati Arabi Uniti.

La community è inserita all’interno dell’iniziativa The Smart Dubai voluta da Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum con l’obiettivo di promuovere servizi efficienti e sicuri per la città di Dubai.

L’iconico progetto che si sviluppa su un’area di 40 ettari (il 40% a spazio verde), prevede 8.000 appartamenti premium con l’interior concept design Tonino Lamborghini, con finiture di livello premium, domotica di ultima generazione (IoT, controllo intelligente del clima, sistemi di sicurezza e reti intelligenti), servizi per le famiglie, spazi commerciali, parchi e giardini.

È una proposta immobiliare rivolta ad acquirenti che desiderano spazi abitativi e commerciali di lusso e altamente tecnologici, professionisti internazionali interessati a una seconda casa a Dubai o investitori privati sia locali sia di paesi quali Cina, India e Arabia Saudita.

Il design si caratterizza per una combinazione di linee pulite e decise, orientate all’aerodinamicità più estrema, un mix di dinamismo, raffinatezza e aggressività, ispirato al DNA meccanico della famiglia Lamborghini. Nelle foto 4 e 5, il living della serie Fibonacci che ben sintetizza il luxury lifestyle del brand.

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Per un 2020 ecosotenibile

1 COINCASA2 COINCASA3 COINCASASostenibilità e rispetto per l’ambiente sono il tema conduttore della Collezione Primavera/Estate 2020 di Coincasa.

Da questo impegno nei confronti della natura è scaturita una serie di prodotti realizzati con materiali naturali, ecosostenibili, che possano vivere una seconda vita e con lavorazioni artigianali.

Dal recupero di vetro, carta, legno, alluminio e plastica rinascono oggetti decorativi e accessori per la tavola, portafoto e oggetti unici, mentre gli scarti dei tessuti vengono ri-utilizzati per realizzare morbidi asciugamani e coperte; le tinture sono estratte da fiori e piante e declinate su tessuti biologici tra cui il cotone e il lino, mentre gli sfridi delle lavorazioni a telaio diventano nuovi asciugamani a colori mélange; fibra di bambù e sughero si trasformano in accessori tavola e cucina, la pietra lavica in complementi d’arredo.

Senza tralasciare mobili e complementi, come poltroncine e sgabelli dalla base in legno naturale con seduta intrecciata, perfetti sia per ambienti interni che per spazi outdoor. Sempre interessanti le proposte d’arredo di Cargo per Coincasa.

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Design e stile a bordo

1 SANLORENZO2 SANLORENZO3 SANLORENZO4 0SANLORENZO5 SANLORENZO6 SANLORENZOSanlorenzo, tra i principali cantieri al mondo nella produzione di yacht e superyacht, e Listone Giordano, brand di riferimento nel settore del parquet d’alta gamma che fa parte di Margaritelli Group avviano una nuova collaborazione che vede protagonista una delle firme più prestigiose del design mondiale: Patricia Urquiola.

Sanlorenzo ha affidato infatti all’architetto e designer spagnola il progetto di interior del nuovo yacht SD96 con una scelta in continuità con la strategia dell’azienda che, prima nel suo settore, ha puntato a coinvolgere nel progetto degli interiors degli yacht, firme autorevoli come Antonio Citterio Patricia Viel, Dordoni Architetti, Piero Lissoni (Art Director dell’azienda dal 2018): grazie alla loro collaborazioni, l’azienda ha introdotto nuove visioni che le hanno permesso di reinterpretare il concetto di spazio a bordo, vero e proprio atout di Sanlorenzo, attraverso innovazioni e inediti stilemi.

SD96, presentato ufficialmente al Cannes Yachting Festival 2019, è l’entry level della storica linea di yacht semidislocanti SD di Sanlorenzo, un modello di 28 metri di lunghezza che va a sostituire quel grande prodotto di successo del cantiere, varato nel 2007 con ben 27 unità vendute, che è stato SD92, e del quale è la naturale evoluzione.

Il concetto di flessibilità e modularità, che permea il progetto di SD96, detta il ritmo degli spazi interni progettati da Patricia Urquiola che, portando a bordo la propria visione, interpreta l’interior all’insegna della trasformabilità: uno spazio fluido ove si combina un approccio minimalista, stile distintivo dell’architetto e designer spagnola, con un mix di materiali selezionatissimi che richiamano il mare.

In questo contesto d’eccellenze, non poteva mancare Listone Giordano. Patricia Urquiola ha scelto una special edition di Biscuit, il parquet che lei stessa ha creato per il brand umbro e che è una rivisitazione del parquet tradizionale, in cui la smussatura e curvatura delle doghe e la leggera bombatura della superficie creano un nuovo linguaggio.

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