Geometrie in solid surface

1 Hi-MACS banca Monaco di Baviera3 Hi-MACS banca Monaco di Baviera4 Hi-MACS banca Monaco di Baviera5 Hi-MACS banca Monaco di Baviera
In Germania, a Monaco di Baviera, svetta HVB Tower, sede della HypoVereinsbank, la controllata tedesca di Unicredit, che ha affidato allo studio tedesco Henn, con sede oltre che a Monaco anche a Berlino e a Pechino, la ristrutturazione del maestoso spazio di accesso, circoscrivendone al contempo la spettacolare area dell’atrio.

Il risultato è una nuova dimensione geometrica, resa possibile dal solid surface Hi-Macs che, lavorato per eliminare i segni di giunzione alla vista, dà l’impressione che la struttura sia stata realizzata in un unico e solo getto.

Quasi 850 metri quadri di Hi-Macs, suddivisi in 500 componenti singoli di diverse dimensioni, per un totale di 36 tonnellate, sono stati assemblati con matematica precisione sul posto, avvitati, incollati e levigati, il tutto su una struttura come si è detto a tre piani.

Le giunture della pannellatura, indispensabili, sono state inserite in modo da renderle sostanzialmente invisibili allo sguardo, e con un assemblaggio che le rende invisibili nella struttura cristallina. Il lavoro è stato realizzato da Rosskopf+Partner, trasformatore Hi-Macs.

L’assoluta assenza di saldature visibili era una delle esigenze degli architetti: una vera sfida lanciata ai costruttori della 5D Engineering und Arnold AG.

Per soddisfare questi requisiti, è stata realizzata una sottostruttura primaria suddivisa in due parti, destinata ad assorbire i movimenti della pannellatura: questa sottostruttura primaria trasferisce alla struttura vera e propria tutti i carichi, mentre una sottostruttura secondaria mobile, fissata sulla prima, segue all’interno il piano realizzato in Hi-Macs. [GG]

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Bbq geometrico, inox o nero

1 EVA SOLO2 EVA SOLOAttenzione al design e alla funzionalità per Evo Solo, azienda danese che da oltre cento anni realizza prodotti che combinano estetica, funzionalità e scelta dei materiali: non a caso ha vinto oltre oltre 150 premi di design.

Di forma conica, questo grill a gas ha una griglia dotata di tre bruciatori regolabili individualmente che garantiscono una distribuzione uniforme del calore e permettono di variare la temperatura, o di mantenerla costante, a seconda del cibo che si sta cucinando, tipo carne, pesce, verdure, ecc con una temperatura massima di 330-360 ° C. E’ corredato di un coperchio a forma di cupola, con termometro integrato, che consente di creare un effetto forno. Quando non è in uso, il coperchio può essere appeso a lato della griglia. E’ previsto anche un coperchio piatto che permette di utilizzare il barbecue come tavolino quando non è in uso. La bombola del gas è nascosta all’interno.

E’ disponibile in acciaio inox e in acciaio smaltato opaco nero, mentre la griglia è in acciaio inox per entrambi i modelli, quindi è molto resistente e adatta a frequenti lavaggi con spazzola in acciaio per una perfetta pulizia. Dimensioni: diametro 59xh 82cm. Eva Solo è distribuito in Italia da Schoenhuber. [PB]

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Al Lido di Venezia, turismo esperenziale

1a Ca_ Alberti VeneziaMalamocco e lagunaMalamocco e lagunaMalamocco e laguna4 CA ALBERTI VeneziaA Malamocco, borgo storico del Lido di Venezia, Relais Alberti, in un Palazzo della fine del XIV secolo, rappresenta una Maison Emozionale e residenza della famiglia Alberti, per secoli fidati amministratori e Tesorieri della Repubblica Veneta.

Il Relais è composto di due splendide ville a pochi passi l’una dall’altra: Ca’ Alberti e Ca’ del Borgo che, insieme, formano un grande complesso alberghiero con circa venti camere, dalle grandi e spaziose suite alle accoglienti e confortevoli garden suite. Tutte le camere sono affacciate sui cortili interni o sul canale che abbraccia l’intero borgo. I locali comuni e le camere sono arredati rigorosamente in stile, come si addice a un’abitazione dell’antica nobiltà veneziana.

Il Relais conserva, come uno scrigno prezioso, ancora le antiche glorie della Serenissima: i tessuti preziosi adornano mobili antichi dal design caldo, familiare, elegante e avvolgente, tipico delle case d’epoca veneziane. Caminetti di elegante fattura completano l’arredo creando un’atmosfera intima e romantica. L’accoglienza è personalizzata per ciascun ospite. Un servizio taxi navetta ad hoc da Santa Maria Elisabetta attende gli ospiti al loro arrivo all’Isola del Lido di Venezia per poi accompagnarli direttamente all’entrata del Relais Ca’ Alberti.

A dirigere il Relais ci sono due donne imprenditrici: Micaela Salmasi e Michela Cafarchia, lidensi doc da generazioni e profondamente legate al territorio, al rispetto, alla valorizzazione della cultura e della storia del Lido di Venezia. A loro il merito di aver recuperato una struttura, chiusa da tempo, e utilizzanedo il loro know how e la loro conoscenza nel settore dell’hotellerie e dell’imprenditoria turistica ricettiva, di averla trasformata in un luogo ricco di suggestione, in grado di offrire agli ospiti la possibilità di scoprire questa zona magica della laguna, ma allo stesso tempo per rinvigorire la vita del borgo. Infatti, saranno organizzati incontri culturali nel salotto dove domina un grande caminetto; poi corsi di cucina con l’Associazione Le Locandiere, ma anche serate musicali ed eventi aperti agli abitanti. [GG]

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A vocazione nomade

1 FOSCARINI CriCri2 FOSCARINI CriCri rossaEuroluce 2017 ha portato in casa Foscarini novità per l’illunazione di spazi esterni. Tra queste Cri Cri, su disegno di Studio Natural, è una lampada nomade, senza cavo, con una batteria interna ricaricabile, che si può appendere o appoggiare ovunque si desideri, all’interno o all’esterno, per creare scenari luminosi diversi, richiudendola poi su se stessa per riporla in poco spazio quando non è utilizzata. E’ un oggetto volutamente easy che richiama l’atmosfera dei picnic e della vita all’aria aperta.

Dispone di un LED “intelligente” per regolare l’intensità dell’illuminazione su tre diversi livelli con un semplice sistema touch. Il corpo è in morbido silicone bianco con parte superiore prevista in più colori.

Può essere ricaricata semplicemente appoggiandola su un’apposita base con sistema a induzione, oppure collegandola ad un alimentatore, un computer o un battery pack mediante interfaccia.  [PB]

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Scenario di lusso a Roma: Stamperie 152

1 RiFRA Stamperia Roma2 RiFRA Stamperia Roma3 RiFRA Stamperia Roma4 RiFRA Stamperia Roma5 RiFRA Stamperia Roma6 RiFRA Stamperia Roma7 RiFRA Stamperia RomaStamperie 152 a Roma: da teatro a sede di rotative per un quotidiano della capitale, a residenze green di lusso, in via Urbana, nel quartiere Monti, strada che ricalca il percorso di un’antica strada romana, il vicus Patricius, sede di residenze aristocratiche di epoca repubblicana e imperiale.

La storia dell’immobile al civico 152, interessato dall’intervento di riqualificazione, è lunga: costruito nella seconda meta del XIX secolo, nel 1876 era il Teatro Manzoni, trasformato in cinematografo nel 1932 e poi riconvertito in sede tipografica del quotidiano Il Messaggero nel 1962. Qualche anno fa l’edificio, ormai in disuso, è stato acquisito da Navarra Iniziative Immobiliari (società del Gruppo Italiana Costruzioni che cura lo sviluppo immobiliare), per la trasformazione ad uso residenziale.

Il progetto per una destinazione d’uso residenziale ad alto livello qualitativo, a firma dello studio 3C+t Capolei Cavalli Architetti Associati, è stato preceduto da numerose operazioni preliminari d’indagine archeologica. I prospetti esterni dell’edificio (foto 1) sono rimasti inalterati mentre, varcato l’ingresso, l’intervento di recupero industriale reinterpreta in chiave contemporanea il luogo, proponendo tecnologie avanzate, costruttive e design.

Il fulcro dell’intero complesso è rappresentato da una corte interna a pianta rettangolare realizzata con materiali tradizionali (il rivestimento di una parete su cui scorre acqua che ricade in una vasca è stato realizzato in Tadelakt, trattamento a base di calce resa impermeabile tuttora diffuso in Marocco) declinati secondo un linguaggio architettonico contemporaneo. La corte è stata creata secondo un progetto di Marta Fegiz che rielabora il concetto di scena teatrale (foto 2): la corte diventa luogo d’incontro e intrattenimento, con fioriere e panchine in muratura, utilizzate anche per delimitare gli spazi di pertinenza delle unità immobiliari al piano terra (foto 3 e 4) e un’intera parete verde come fondale, di notevole impatto scenografico. A una quota leggermente rialzata (+0,20 cm) i percorsi che garantiscono l’accesso ai corpi scala e a 5 appartamenti, mentre dal cortile si accede ad altre 3 unità di tipo duplex (foto 5) che hanno la zona giorno al piano terra e la zona notte al piano primo. Il progetto ha previsto abitazioni d’elevato standard qualitativo con tagli dimensionali diversii: da monolocali a residenze di grande superficie, alloggi duplex, con un’elevata attenzione alle finiture e alle componenti. Tra gli appartamenti che hanno metrature che vanno dai 50 ai 250 metri quadrati, alcuni sono distribuiti su più livelli, anche un piano attico (foto 6) affacciato su tre lati alla corte verde. Per tutti i bagni del complesso, i progettisti e il developer, hanno scelto arredi dell’azienda italiana Rifra (foto 7).

Sulla corte affacciano, con balcone continuo, gran parte degli alloggi. Come richiesto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Roma, la copertura a falde inclinate è in coppi e tegole alla romana con gronde e discendenti in rame. Certificati in Classe A+, gli appartamenti sono provvisti di un sistema di climatizzazione a pannelli radianti a pavimento alimentato mediante scambiatori di calore da sonde geotermiche verticali poste a grande profondità nel sottosuolo (esempio unico a Roma), e di un sistema di deumidificazione che consente di gestire il comfort interno regolando in maniera ottimale la percentuale di umidità dell’aria. [GG]

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La pietra naturale come protagonista

1 PIMAR Lorenzo Longo la semplice2 PIMAR Giulio Iacchetti3 PIMAR Ugo La Pietra Flauti e nuvola4 PIMAR Luca ScacchettiPimar è un’azienda del Salento, attiva sul territorio da 150 anni, che da due secoli interpreta, e rinnova, la tradizione della lavorazione della pietra leccese: un percorso produttivo che incarna da quattro generazioni l’essenza del made in Italy nella lavorazione di una pietra millenaria.

La pietra naturale Pimar diventa oggi protagonista di una nuova creatività: accanto a progetti dedicati all’ambito architettonico ed edilizio, nascono collezioni di design pensate per l’outdoor. Arredi e complementi per spazi esterni, giardini e terrazzi prendono vita declinandosi in brillanti soluzioni progettuali di “garden decor”, oggetti capaci di esaltare il fascino della pietra naturale Pimar, grazie anche a importanti collaborazioni con architetti e designer, Tra questi, la panca La semplice, su disegno di Lorenzo Longo – De-Signum (foto 1) che utilizza come base d’appoggio due lastre di pietra naturale, mentre la seduta è realizzata in legno Teak e Pitchpain; la serie di pouf Mel Gas Bal Com (foto 2), una sorta di piccole sculture per spazi esterni disegnate da Giulio Iacchetti come il tavolo, sempre in pietra; il progetto Flauti e Nuvole di Ugo la Pietra (foto 3) indaga le potenzialità della lavorazione artigianale della pietra naturale con arredi per ambienti urbani e privati; e infine Il Giardino di Pietra, su disegno di Luca Scacchetti (foto 4), con le sedute e il tavolo dalle forme sinuose e dalle linee morbide a forma di clessidra. [PB]

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Piscine interrate

1 ASTRALPOOL piscine2 ASTRALPOOL Piscina pubblicaDal 1969 AstralPool rappresenta un marchio di riferimento internazionale per la progettazione, fabbricazione e vendita di prodotti per piscine residenziali, pubbliche e wellness, con aziende produttive e filiali in tutto il mondo.

L’azienda sviluppa continuamente tecnologie che consentano di rispondere ai concetti di sostenibilità e risparmio idrico, efficienza energetica, conservazione dell’acqua e riduzione dell’inquinamento acustico. I prodotti AstralPool, inoltre, adempiono rigorosamente alla Normativa Europea in tema di sicurezza nelle piscine residenziali e pubbliche.

Tra le diverse alternative di piscine proposte da AstraPool, la piscina interrata è la soluzione più comoda, anche se probabilmente la più onerosa sotto il profilo economico e costruttivo, ma che permette di ottenere effetti veramente interessanti sotto il profilo di integrazione tra la piscina e il suo intorno.

AstralPool, insieme ad altri importanti marchi per il mondo della piscina, come Cepex e Ctx Professional, è di proprietà del Gruppo Fluidra, un gruppo multinazionale quotato alla borsa spagnola che si dedica allo sviluppo di applicazioni per la conservazione, conduzione, trattamento e uso sostenibile dell’acqua. Le attività di Fluidra coprono l’intero ciclo dell’acqua alla ricerca di un buon equilibrio. [GG]

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Architettura d’eccellenza a Roma

1 STIFERITE BNL Roma2 STIFERITE BNL Roma3 STIFERITE BNL Roma4 STIFERITE BNL RomaSi è conclusa a Roma, la costruzione del quartiere generale di BNL-Gruppo BNL Paribas che, dopo tre anni di lavori, diventerà pienamente operativo nell’estate 2017. Con l’inserimento di quest’opera, una grande area di Roma che ha al centro il nodo infrastrutturale della nuova Stazione Tiburtina, tra i quartieri Nomentano e Pietralata, si è radicalmente trasformata.

Nato con un progetto dal titolo “Il nuovo cielo verticale di Roma Tiburtina”, l’head quarter permette di riorganizzare gli uffici di BNL, oggi distribuiti su otto palazzi in diversi quartieri di Roma, riunendoli in due sole sedi (Tiburtina e via Aldobrandeschi).

Si tratta di una struttura di circa 75.000 mq (di cui 15.000 mq di vetrate) che parla italiano: il progetto, curato dalla Stahlbau Pichler di Bolzano e realizzato a firma dello studio di architettura e urbanistica 5+1AA Alfonso Fernia-Gianluca Peluffo (già vincitore di uno degli ULI Global Awards For Excellence per il progetto dei Docks di Marsiglia), studio nato a Genova e oggi conta sedi anche a Milano e a Parigi.

Le ambizioni del progetto e della committenza, unite ai vincoli dettati dalla conformazione dell’area, una stretta fascia a ridosso dei binari, e dall’esigenza di preservare la cisterna dell’acqua disegnata da Angiolo Mazzoni, costituivano una sfida di grande complessità.

L’opera, che ha 230 metri di lunghezza, 12 piani fuori terra più 4 livelli interrati, rappresenta il più importante intervento privato realizzato a Roma negli ultimi anni. Il 25% della superficie disponibile viene occupato da spazi a servizio dei lavoratori: un asilo, una palestra, un ristorante aziendale da 700 posti, sale training, un’infermeria, un auditorium e poi i parcheggi.

Dietro al complesso movimento delle facciate si nascondono diverse soluzioni tecnologiche, messe a punto da Stahlbau Pichler, che vanno dalla facciata vetrata a cellule, alla facciata ventilata con i particolari rivestimenti ceramici diamantati dalla sagoma tridimensionale con un’alternanza di superfici, assorbenti e non, che contribuisce all’efficienza energetica dell’intera struttura. Si stima che i livelli di efficienza e sostenibilità raggiunti consentano l’ottenimento della Classe A e la certificazione LEED Gold.

A questi importanti risultati ha contribuito anche l’utilizzo dei pannelli isolanti Stiferite Class SK, utilizzati in circa 7.000 mq di facciata e forniti in due diversi spessori, sulla base delle esigenze di resistenza termica delle diverse superfici. Il pannello Stiferite Class SK, costituito da schiuma poliuretanica, tipo poliyso, rivestita da ambo i lati in fibra di vetro saturata,è specifico per l’isolamento termico di pareti dall’esterno e ha certificazioni ambientali (EPD) e mappatura secondo lo standard LEED, come tutti i prodotti della gamma. [GG]

 

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Design svedese a tutta sostenibilità

1 SWEDEN Grythyttan GruppA2 Vit2 SWEDEN GrythyttanPAPPELINA KOI STONE AUTUMN 20164 SWEDEN PappelinaCon un’esposizione collettiva di 15 aziende che operano nel mondo dell’arredamento, “Swedish Design Goes Milan”, per il terzo anno consecutivo il design svedese ha partecipato all’ultimo Salone del Mobile di Milano con il progetto “Sweden mingle” coordinato dal famoso studio di architettura svedese White (tra i più importanti studi di architettura della Scandinavia), che ha riunito stili eterogenei e materiali innovativi per testimoniare la capacità di sperimentazione in un’ottica condivisa di sostenibilità.

Mobili e oggetti dal gusto scandinavo inediti sul mercato quali isolanti acustici realizzati con vero muschio, tappeti creati al 100% con bottiglie di plastica riciclata, imbottiti e complementi in legno mescolato ad altri materiali riutilizzati, tessili totalmente biodegradabili, pavimenti in legno riqualificato, vernici senza combustibili fossili.

Pezzi dalla forte carica creativa e sperimentale, frutto di uno scambio di visioni sul tema del design che vuole bene all’ambiente e all’uomo. Un design che fa delle scelte giuste per preservare le risorse del nostro pianeta, scegliendo esclusivamente materiali naturali o riciclati e che si distingue per l’alta qualità.

L’esposizione è nata per iniziativa di Swedish Design Goes Milan 2017 e Business Sweden, agenzia semi-governativa per lo sviluppo del commercio estero, in collaborazione con l’Ambasciata di Svezia, Svensk Form e l’Associazione Svedese degli Architetti.

Queste le aziende espositrici: Astrid, Balzar Beskow, Bjelin, David Design, Färgbygge, Freedesk, Grythyttan Stålmöbler, Hans K, JI Jonas Ihreborn, Layered, Minus Tio, Nordgröna, Pappelina, Pholc e Urbanears.

Nelle immagini, tavoli e sedie per giardini e terrazzi realizzati in legno proveniente da foreste svedesi e altri materiali naturali, prodotti da di Grythyttan Stålmöbler (foto 1 e 2); tappeti per spazi interni ed esterni, realizzati totalmente in plastica riciclata e prodotti da Pappelina (foto 3 e 4). [PB]

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S.Pellegrino Flagship Factory

1 S.PELLEGRINO2 S.PELLEGRINO3 S.PELLEGRINO4 S.PELLEGRINO5 S.PELLEGRINO6 S.PELLEGRINO7 S.PELLEGRINO8 S.PELLEGRINO9 S.PELLEGRINOE’ un progetto di BIG-Bjarke Ingels Group, studio fondato dall’archistar danese Bjarke Ingels, la nuova factory house del marchio italiano S.Pellegrino, leader internazionale nel settore delle acque minerali. Il nome del vincitore è stato ufficialmente svelato a Milano nell’ambito dell’incontro “S.Pellegrino Flagship Factory – La Fabbrica del Futuro per far vincere il Made in Italy” ed è il risultato del contest internazionale lanciato dall’azienda e curato da Luca Molinari Studio. In corsa finale con BIG, anche l’olandese MVRDV, il finlandese Snøhetta con sede a Oslo e New York e l’italiano Michele De Lucchi.

Si trattava di elaborare una soluzione di progetto innovativo, non solo con una forte valenza artistica, ma che fosse in grado di stabilire nuovi standard in termini di efficienza e sostenibilità ambientale, mettendo a disposizione un ottimo ambiente lavorativo. L’acqua S.Pellegrino, presente in 5 continenti e primo brand del Gruppo, è riconosciuta dai consumatori quale ambasciatore del gusto, della qualità e dello stile Made in Italy. L’intervento che vede protagonista lo stabilimento del 1899, in provincia di Bergamo, ha anche lo scopo di preparare il sito produttivo ad accogliere visitatori provenienti da tutto il mondo.

Il futuro progetto si lega al luogo lungo le rive ventose del fiume Brembo e ai criteri della migliore architettura Italiana. Dal 2019 sarà costruito il S.Pellegrino Experience Lab, un luogo avveniristico dove i visitatori potranno scoprire non solo tutti i valori dell’acqua minerale, ma anche rivivere il viaggio lungo 30 anni che

-dalla precipitazione in quota, all’arricchimento nelle rocce, all’arrivo alla fonte- l’acqua S.Pellegrino compie prima di diventare quel prodotto che tutti conosciamo. Piuttosto che dare una nuova identità all’edificio esistente, la proposta, come afferma l’architetto Bjarke Ingels “non punta a dare un altro volto alla fabbrica esistente quanto a far emergere la sua identità: la nuova S.Pellegrino Factory e l’Experience Lab affioreranno dall’ambiente naturale così come l’acqua minerale sgorga dalla sorgente. Infine, con l’obiettivo di dare una continuità tra produzione e consumo, abbiamo voluto eliminare la tradizionale separazione tra linee di produzione e uffici, tipica delle fabbriche”.

L’idea è stata quella di creare un nuovo stabilimento per riportare San Pellegrino Terme agli anni d’oro della Bella Epoque con: “Una struttura innovativa, tecnologicamente avanzata, che armonizzi l’estetica dello stabilimento con il territorio circostante e apporti benefici per le persone che vi lavorano e per il territorio in cui sorge”, si legge in una nota diramata dalla Società.

Per la realizzazione della S.Pellegrino Flagship Factory , lo studio BIG sarà partner dell’azienda per i prossimi quattro e i primi lavori di costruzione partiranno nel 2018 per concludersi, presumibilmente, all’inizio del 2021. L’intervento si estenderà su 17.000 mq per un costo stimato di 90 milioni di euro.

BIG, acronimo di Bjarke Ingels Group, fondato nel 2005 dallo stesso Bjarke Ingels, con headquarter a Copenaghen e una filiale a New York, è un gruppo di architetti, designers, costruttori e creativi, attivo nei settori dell’architettura, dell’urbanistica, della ricerca e sviluppo. Uno studio d’avanguardia che ha al suo attivo, progetti di notevole successo come il VIA WEST 57 a New York, la Serpentine Gallery a Londra e il Padiglione Svedese di EXPO 2015. Attualmente lo studio è impegnato nella realizzazione, sempre a New York, del Google Campus e di due degli edifici del World Trade Center. (Courtesy Bjarke Ingels Group). [GG]

 

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