Architettura in Senegal

1 SENEGAL2 SENEGAL3 SENEGAL4 SENEGAL5 SENEGALIl nuovo studio di architettura di New York di Toshiko Mori ha disegnato la linea ecologica culturale per un villaggio Sinthian in Senegal che ha funzione anche di residenza di artisti. Lo studio di Mori ha collaborato nella realizzazione con l’organizzazione no profit del medical center in Sinthian, un villaggio rurale nella regione di Tambacounda, e con AFLK, sia per quanto riguarda il progetto sia per la costruzione.

Tutti gli elementi sono di origine locale, dalle maestranze ai materiali. L’edificio è realizzato in bamboo, mattoni e paglia, tutto proveniente dall’area. Toshibo Mori ha mixato le conoscenze locali sui materiali degli abitanti e delle abitazioni con le tecnologie più innovative per la fabbricazione di una copertura unica in paglia.

Alla costruzione ha lavorato un team di 35 operai per un anno. Nella struttura sono comprese una libreria, una sala giochi per bambini, così come un centro per la telefonia.

Il centro risulta tra i 23 vincitori dell’edizione 2017 del premio AIA (American Institute of Architects) con una motivazione che tiene in conto il fatto che, oltre a dotare la comunità locale di un forte senso di appartenenza e di impegno nel mantenerlo, ha contribuito, impiegando maestranze locali, a dare competenze ai residenti di un’area molto remota, dove è scarsa l’imprenditoria.

Immagini by courtesy of Josef and Anni Albers Foundation. Foto di Iwan Baan, AKLK and Thatcher Cook. [GG]

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Diamoci un bel taglio!

1 FISKARS forbici2 Fiskars Garden3 Fiskars Garden4 Fiskars PowerGearX5a FISKARS Universal cutterProprio nell’anno in cui la Finlandia celebra i 100 anni di indipendenza, una delle sue aziende di punta, la Fiskars, festeggia il 50° anniversario delle famose forbici con il manico arancione, disegnate nel 1967 da Olof Bäckström, e adatte ad ogni tipo di lavoro di taglio, in casa e fuori (foto 1): da allora le forbici Fiskars con il manico arancione e lame in puro acciaio inox sono entrate in più di un miliardo di case sparse in tutto il mondo, diventando un classico del design ed esposte al Museo di Arte Moderna di New York come icona del design nordico.

Fulcro delle manifestazioni per questa importante ricorrenza dell’azienda nordica è una mostra intitolata “Our Scissors” caratterizzata da opere d’arte ispirate alle forbici e realizzate da 30 artisti provenienti da tutto il mondo. Sede della mostra, in calendario dall’8 settembre al 29 ottobre 2017 e inserita all’interno della Design Week di Helsinki, è il Museo del Design di della capitale finlandese.

Ma il 2017 ha visto anche il lancio di una nuova linea di attrezzi per il giardinaggio che vanno ad affiancarsi a tutti i classici della multinazionale finlandese. Tra questi, nella linea garden, Fiskars PowerGear X (foto 2, 3 e 4): cesoie per siepi, troncarami e forbici per un giardino potato con cura, con minor sforzo e più potenza grazie a un ingegnoso meccanismo ad ingranaggi e ai manici leggeri, resistenti ed ergonomici.

E infine l’Universal Cutter Fiskars PowerGear per il taglio delle piante (foto 5).

Fiskars è un’azienda leader nella fornitura di prodotti di consumo a livello mondiale per la casa, il giardino e la vita all’aria aperta. Il gruppo finlandese ha un portfolio di marchi internazionali quali Fiskars, iittala, Royal Copenhagen, Waterford, Wedgewood, Gerber e tanti altri. Fondata nel 1649 e quotata alla Borsa Valori di Helsinki, Fiskars, con più di 365 anni di attività alle spalle, è la più antica azienda finlandese.

Nel 2016 il gruppo Fiskars ha registrato vendite nette pari a 1.200 milioni di euro assicurando lavoro a 8.600 dipendenti in 30 Paesi. I prodotti del gruppo Fiskars sono presenti in più di 100 Paesi.

In Italia è presente la sede Fiskars Italy a Civate (Lecco), in continua crescita in tutte le aree legate alla casa, al giardino e alla vita all’aria aperta con i marchi Fiskars, Kaimano e Gerber. [PB]

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A Bali: Hard Rock Hotel

1 HARD ROCK Hotel2 HARD ROCK Hotel3 HARD ROCK Hotel4 HARD ROCK Hotel5 HARD ROCK Hotel6 HARD ROCK HotelL’Hard Rock Hotel Bali, in Indonesia, è una delle strutture della famosa catena di ristoranti tematici fondata nel 1971 a Londra.

Il marchio è poi diventato celebre in tutto il mondo grazie all’ampia diffusione dei Café, che sono oltre 164 in 53 Paesi del mondo, ma soprattutto per la collezione immensa di oggetti esposti, un tempo appartenuti a grandi musicisti: ogni café con i propri oggetti. Nel 1995 Peter Morton, già fondatore con Isaac Tigrett di un ristorante a Londra, precursore della catena, apre il primo Hard Rock Hotel e il primo Hard Rock Casinò a Las Vegas: inutile dire che il progetto ha ottenuto un successo pazzesco grazie anche all’enorme chitarra al neon alta 25 metri che ne fa da insegna.

Dopo diverse vicissitudini nella gestione e proprietà, nel 2007 l’azienda è stata acquistata dai Seminole, tribù di nativi americani, e la sede è stata spostata a Orlando.

Negli anni successivi vengono costruiti altri hotel a Bali, Chicago San Diego e Singapore e altri adrenalinici casinò come quello di Hollywood e Macau.

L’Hard Rock Hotel Bali è situato lungo la costa a Kuta, a 2 minuti a piedi dalla spiaggia e dista circa 10 minuti di auto dall’aeroporto internazionale Ngurah Rai. L’Hard Rock Hotel Bali con i suoi 3 ettari di terreno a giardini, vanta la più grande piscina all’aperto a forma libera di Bali, completa di isola di sabbia, pareti di roccia, centro benessere, ristoranti e parcheggio gratuito. Negli spazi interni vi sono arredi ispirati alla cultura rock and roll. Le spaziose camere sono dotate di aria condizionata, TV, bagno privato con minibar e set per la preparazione di tè e caffè. [GG]

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ADI Design Index 2017 e l’outdoor

1 Verum Italy DUEACCA2 Astep CANDELA3 Ethimo ESEDRA4 Unopiù TWEED5 Kartell PIUMA6 Nardi NET RELAX7 Magis MILA8 Metalco Ative MY ISLE9 Gibus DUCK10 Paola Lenti RELAZIONI11 COPERTINA_COVERSono 204, su 772 candidature, i proodotti selezionati per l’ADI Design Index 2017: faranno parte, insieme a quelli dell’ADI Design Index 2016, della preselezione degli oggetti tra cui saranno scelti i prossimi premi Compasso d’Oro ADI del 2018. La giuria del premio, infatti, ogni due anni prende in esame solo i prodotti preselezionati nei due anni precedenti.

Fondamentale, nel criterio di selezione da parte dell’Osservatorio permanente del Design ADI, è la qualità dei migliori prodotti del design italiano. Ma la qualità non si limita alle questioni funzionali: tra le parole chiave che gli oltre cento membri dell’Osservatorio ADI (coordinati da Antonio Macchi Cassia, Carlo Martino, César Mendoza, Danilo Premoli e Francesco Zurlo) hanno privilegiato nei criteri di selezione c’è anche Responsabilità: “Non è sufficiente ‘saper fare’ ma è necessario valutare ‘se fare’”, spiegano. “Il designer è inevitabilmente un attore politico e sociale. Ogni suo atto può avere conseguenze positive o nefaste per l’ambiente e la società, e ciò richiede un altissimo livello di consapevolezza e di capacità critica.”

Fra le 13 categorie in cui sono suddivise le candidature si distinguono per numero di selezionati, accanto al tradizionale Design per l’abitare (29 prodotti), il Design dei materiali e dei sistemi tecnologici (21), la Ricerca per l’impresa (18) e la sezione dedicata a Ricerca teorico-storico-critica e progetti editoriali (17): indizi positivi di una rinnovata volontà di praticare l’innovazione che percorre il mondo della produzione italiana di oggi. Accanto a questi, il design della comunicazione distingue il settore del progetto grafico dall’Exhibition Design (i progetti di allestimento delle mostre, con una specifica valenza culturale e divulgativa), mentre come sempre una categoria speciale è dedicata alla Targa Giovani: i lavori realizzati nelle università e nelle scuole italiane dagli studenti che si preparano alle professioni del progetto.

Una mostra al Museo Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano visitabile fino al 17 ottobre che poi approderà a Roma, all’Acquario Romano dal 27 ottobre all’8 novembre, consente di ammirare tutti i prodotti di ogni categoria, dai mobili alle lampade, ai veicoli, agli oggetti personali, ai materiali, ai componenti per l’architettura, alla grafica. Non mancano il design dei servizi e il design sociale, entrati da qualche anno a pieno diritto sulla scena del progetto italiano. Il progetto d’allestimento della mostra è dello studio Gumdesign.

Molti i prodotti per outdoor presenti nella selezione 2017.

Nelle immagini, per la sezione Design per l’abitare: il rubinetto con attacco per canna da esterno Dueacca di Verum Italia, design Adriano Design (foto 1); l’apparecchio di illuminazione per interni ed esterni Candela di Astep, design Francisco Gomez Paz (foto 2); il tavolo ovale per esterni Esedra di Ethimo, design Luca Nichetto (foto 3); il divano per esterni Tweed di Unopiù, design Meneghello Paolelli Associati (foto 4); la sedia adatta per utilizzo outdoor Piuma di Kartell, design Piero Lissoni (foto 5); la poltroncina per esterni Net Relax di Nardi, design Raffaello Galiotto (foto 6); la sedia adatta anche per uso esterno Mila di Magis, design Hayon Studio (foto 7). Per la sezione Design per la Persona: l’attrezzatura per lo sport outdoor My Isle di Metalco Active, design Alfredo Tasca, Raffaele Lazzari e Mattia Li Pomi (foto 8). Per la sezione Design dei materiali e dei sistemi tecnologici: la tenda a bracci estensibili per esterno Duck di Gibus, design Meneghello Paolelli Associati (foto 9). Per la sezione Exhibition Design: l’allestimento Relazioni di Paola Lenti alla Società Umanitaria di Milano, design Bestetti Associati (foto 9).

I prodotti di ADI Design Index 2017 sono raccolti in un catalogo (foto 10) edito da ADI e acquistabile online sul sito web di ADI. Il progetto grafico è di Marco Marangone. [PB]

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Socialità e design in barca

1 SAN LORENZO2 SAN LORENZO3 SAN LORENZO4 SAN LORENZOSX88 è la sigla del nuovo motoryacht di 27 metri dell’azienda italiana Sanlorenzo, primo di una gamma che verrà poi declinata in una serie completa con modelli di dimensioni inferiori e piú grandi, presentato ufficialmente a settembre in occasione del Cannes Yachting festival 2017. Lo yacht SX88 è stato inoltre protagonista al Salone Nautico di Genova, tenutosi dal 21 al 26 settembre scorso.

Vero e proprio atelier della nautica, Sanlorenzo -che nel 2011 si è affermata come il terzo produttore al mondo per yacht di oltre 24 metri- compie con questo progetto un ulteriore passo avanti nel proprio percorso a fianco di alcuni dei più autorevoli architetti e designer italiani, scegliendo Piero Lissoni per l’interior design del primo yacht della nuova linea di crossover SX88.

Sanlorenzo ha sviluppato negli anni un modello molto preciso e coerente portando a bordo, grazie all’intuizione del Patron Massimo Perotti, il concetto di architettura e design, attraverso la collaborazione prima con Dordoni Architetti, poi con Antonio Citterio Patricia Viel per i progetti d’interni degli yacht.

Con la volontà di uscire dalle consuetudini di un mondo estremamente tradizionalista, Sanlorenzo ha così inaugurato un nuovo modo di intendere la progettazione nautica: il contributo di questi progettisti ha permesso di portare per la prima volta, all’interno degli yacht, un linguaggio e dei codici estetici appartenenti a mondi diversi, un concetto di “home living” interpretato ogni volta in base all’esperienza e allo stile di ciascuno. Adottando una soluzione totalmente innovativa, Piero Lissoni reinterpreta il concetto di spazio all’interno della barca che si sviluppa così in un ambiente unico e continuo da poppa a prua, con la cucina a vista adiacente alla sala da pranzo seguita dall’area living, senza soluzione di continuità tra interno ed esterno, grazie alle ampie vetrate che si affacciano sul mare. Un progetto innovativo quello dello yacht SX88, reso possibile grazie a una forte intesa e a un dialogo serrato e costante tra Piero Lissoni e i cantieri Sanlorenzo che, ancora una volta, stravolge in modo inaspettato i canoni tradizionali della nautica. L’interior design dello yacht SX88 è firmato da Piero Lissoni con David Lopez, Stefano Castelli, Marco Gottardi. Le linee degli esterni sono a cura di Officina Italiana Design. [GG]

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Rivoluzione per la pioggia

1 GEBERIT Pluvia2 GEBERIT PluviaIl nuovo sistema di scarico delle acqua piovane per gli edifici denominato Geberit Pluvia (nelle immagini) e installato nel centro logistico dell’azienda Geberit, in Germania, a Pfullendorf (comune situato nel land del Baden-Württemberg), ampliato recentemente con nuovi edifici, per una superficie totale di 19.230 m², pari a circa tre campi da calcio, rivoluziona il tradizionale concetto di scarico delle acque piovane grazie al principio fisico della depressione.

Contrariamente al solito, infatti, le acque non devono scendere man mano lungo grondaie e tubi, ma si concentrano in un imbuto per poi essere aspirate all’interno del sistema di scarico realizzato in PE-HD. Il deflusso diventa così molto più veloce e quindi più efficace, senza richiedere pendenze sui tratti orizzontali ma soprattutto diminuendo la metratura dei tubi e il numero degli imbuti necessari rispetto a un sistema tradizionale.
La velocità di deflusso, fino a 74.000 litri d’acqua al minuto, unita alla particolare conformazione dell’imbuto di raccolta, permette inoltre di ridurre le dimensioni dello scarico, garantendo comunque un notevole miglioramento della pulizia dell’impianto, con evidenti vantaggi in termini di manutenzione.

Il diametro ridotto permette, infine, l’installazione su canali di gronda in cemento o acciaio, dove lo spazio a disposizione è minimo, facilitando la posa, grazie a un nuovo sistema con cunei di bloccaggio universali. [GG]

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Teatro del Silenzio: arte, musica e danza

1 TEATRO SILENZIO Lajatico2 TEATRO SILENZIO3 TEATRO SILENZIO Testa blu4 TEATRO SILENZIO palcoscenico5 TEATRO SILENZIO6 TEATRO SILENZIO Marco Lodola7 TEATRO SILENZIO lajaticoIn Valdera, in Toscana, a breve distanza dall’antica città di Volterra, tra lievi alture (foto 1) c’è un piccolo borgo di origine longobarda che racchiude un teatro del tutto unico nel suo genere per la forma e per l’evento che ospita ogni anno a luglio.

Si chiama Lajatico, in provincia di Pisa e ha la fortuna di essere il paese natale del cantante Andrea Bocelli che qui ha deciso di dare vita a un luogo, chiamato Teatro del Silenzio (foto 2), dove esibirsi insieme ad artisti di livello internazionale provenienti da tutto il mondo,

Si tratta di una sorta di anfiteatro, creato dall’architetto Alberto Bartalini, poliedrico e visionario, già artefice dal 2001 ad oggi di spettacolarizzazioni con istallazioni effimere, rotatorie stradali, piazze cittadine, architetture urbane ed extra urbane, con la collaborazione di artisti come Mino Trafeli, Ugo Nespolo, Kan Yasuda, Igor Mitoraj, Pietro Cascella, Arnaldo Pomodoro, Mario Ceroli e Vangi.

Il progetto che ha mirato a sfruttare la naturale conformazione di una collina nei pressi del paese di Lajatico, ha visto la luce il 27 luglio 2006: secondo l’idea originaria, nata dalla collaborazione tra il celeberrimo cantante Andrea Bocelli insieme al fratello Alberto, al sindaco e all’architetto Bartalini, la struttura ospita un solo spettacolo l’anno. La costruzione ha il palco nel mezzo di un piccolo laghetto artificiale (il pelago dell’uccelliera) le cui acque riflettono le installazioni di turno. La platea, nei giorni in cui il teatro non è in attività, viene completamente smontata e il palco si trasforma in un tranquillo e silente laghetto artificiale (da qui poi i nome Teatro del Silenzio). A fare da fondale al palco, sono stati posti alcuni blocchi di travertino Micene, posati e lavorati da Travertino Sant’Andrea Giganti, impresa di Serre di Rapolano in provincia di Siena.

La costruzione consta di un “palcoscenico” circolare di alcuni metri di raggio al cui centro campeggia una scenografia diversa ogni anno: la più famosa, divenuta simbolo stesso del Teatro, è un’imponente scultura raffigurante un volto umano eseguita dallo scultore polacco Igor Mitoraj (foto 3) nata per una edizione dell’opera Manon Lescaut andata in scena al Festival Puccini a Torre del Lago nel 2002 e donata successivamente dallo scultore alla fondazione del teatro. Qui si sono alternati artisti come Arnaldo Pomodoro, Mario Ceroli, il gruppo Naturalier con le statue mastodontiche (foto 4), parte dell’installazione permanente “Presenze” del Triangolo Verde di Peccioli (Pi): due giganti, nudi come eroi omerici, uno seduto sui talloni, scrutava l’orizzonte davanti a sé mentre l’altro si stava issando sul pianoro; e ancora Alessandro Mendini, con la poltrona Proust messa in bilico su una sola gamba (foto 5) e Marco Lodola con l’elefante luminoso, opera dal titolo “Circo Lodola”, creata per l’occasione (messa a disposizione grazie alla cortesia della Galleria Mirabili) e che, con la sua forma luminosa in perspex e neon, ha colorato il Teatro del Silenzio (foto 6). Sono tanti gli artisti che hanno prestato la loro opera dall’anno dell’inaugurazione fino all’edizione 2017, dominata dal gigantesco peperoncino rosso in resina di Giuseppe Carta (foto 7) “The Red Giant”: una scenografia di ispirazione pop che si ripropone con attualità nel panorama dell’arte contemporanea. [GG]

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Il bello del Barocco

1 CAPPELLINI goes Barocco Terrazzo2 CAPPELLINI goes Barocco Terrazzo3 CAPPELLINI goes Barocco Giardino inverno4 CAPPELLINI goes Barocco Giardino invernoCappellini goes Barocco” è la prima di una serie di rappresentazioni scenografiche volute da Giulio Cappellini in collaborazione con Valentina Folli per raccontare la flessibilità e la versatilità delle collezioni dell’azienda nel residenziale. “Un’interpretazione della molteplicità del linguaggio dei prodotti Cappellini fra tradizione e contemporaneità”, così sintetizza l’architetto e designer Giulio Cappelini.

“Cappellini Goes Barocco”, in calendario dal 28 settembre fino a fine 2017 negli spazi dello showroom di via Santa Cecilia a Milano, è una rivisitazione dei fasti del Seicento fra presente e passato, minimalismo e opulenza, arti visive e lifestyle. Un percorso che, giocando sui contrasti e sugli eccessi, mette in scena una nuova concezione dell‟abitare. Le collezioni del brand, sapientemente interpretate dalla designer e scenografa Valentina Folli, sono decontestualizzate fino all‟assurdo e immortalate in attimi di vita domestica, per raccontare la loro natura poliedrica in una concreta dimostrazione della trasversalità delle collezioni dell‟azienda. Gli elementi classici del Barocco, come gli chandelier, i broccati, gli specchi, le maioliche, gli stucchi e le allegorie, sono riproposti in ambienti destrutturati per reinventare la tradizione.

Nella sequenza dei vari ambienti, non potevano mancare il Terrazzo (foto 1 e 2), un invito al relax con colori e sapori mediterranei, un mix di outdoor e indoor sottolineato dalla bellezza delle maioliche di antica tradizione.

Più intimistica l’atmosfera del Giardino d’Inverno (foto 3 e 4) ispirato alla stile British, richiama agli ambienti di vittoriana memoria: un giardino segreto, uno spazio per la lettura e il tempo libero.

Di grande impatto il Banchetto, una lunga tavola imbandita che accoglie e ammalia i visitatori dalle due vetrine su strada. [PB]

 

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Benessere a Palazzo di Varignana

1 PALAZZO VERIGNANA2 PALAZZO VERIGNANA3 PALAZZO VERIGNANA4 PALAZZO VERIGNANA5 PALAZZO VERIGNANAElena Zacchiroli-Palazzo di Varignana7 PALAZZO VERIGNANA8 PALAZZO VERIGNANAPalazzo di Varignana Resort&Spa è un’elegante e prestigiosa struttura adagiata nello scenario delle colline attorno a Bologna, nel comune di Castel San Pietro: una villa del ‘700, restituita al suo originario splendore (foto 1,2 e 3), che fa da cornice a quella che oggi è un’esclusiva location per relax e benessere.

Palazzo di Varignana Resort&Spa mette a disposizione degli ospiti 90 confortevoli camere, 2 ristoranti di cui uno gourmet, un moderno centro congressuale e spazi dedicati per eventi personalizzati e la SPA di 1.900 mq con piscina esterna (foto 4), la palestra, campi sportivi ove è possibile praticare tennis, squash e paddle. Il Resort è circondato da uno splendido Giardino (foto 5) inserito nel prestigioso network dei più Grandi Giardini Italiani visitabili: uno dei 29 giardini che sono coinvolti nell’ormai classica Caccia al Tesoro Botanico, evento ludico-didattico che permette alle famiglie di vivere in modo diverso una giornata tradizionalmente dedicata alle gite fuoriporta, approfittando dei primi giorni di primavera e andando alla scoperta della natura in maniera gioiosa e giocosa in alcuni dei giardini più belli d’Italia, tra isole, labirinti, laghetti, boschi, giochi d’acqua, sculture, vialetti e veri e proprio musei all’aria aperta!

Interessante la proposta per il benessere offerta dal Varignana Resort&Spa, VarSana Spa, ideata, progettata dall’architetto bolognese Elena Zacchiroli –Zacchiroli Architetti Associati per offrire massimo comfort e relax e collocata all’interno della struttura.

VarSana Spa è dotata di vasche e docce sensoriali, biosauna, sauna finlandese, bagno turco, cascata di ghiaccio, vasca sonora, percorso kneipp, piscina con getti e lama d’acqua, sedute idromassaggio e un’ampia zona relax con tisaneria. Di grande suggestione sono le piscine esterne (nelle foto 6, 7 e 8, di Jürgen Eheim), che si sviluppano su tre livelli, sfruttando appieno la conformazione collinare del terreno e valorizzando la bellezza del paesaggio. In questo caso, menzione speciale merita la piscina centrale, caratterizzata da una straordinaria parete trasparente lunga 10 metri che proietta l’acqua della piscina verso il paesaggio. VarSana Spa con le sue piscine e le attrezzature per il benessere, nasce con l’apporto di Aquaspecial, divisione del Gruppo Aqua dedicata alla costruzione di centri benessere, spa e piscine. [GG]

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Torri a Singapore e cucine italiane

SNAIDERO Torri Singapore pngCon un nuovo progetto contract, Snaidero si presenta a Singapore in una delle due torri Duo, a firma dell’archistar tedesca Ole Scheeren. una delle realizzazioni immobiliari più eleganti della città, nel cuore di Bugis, quartiere celebre per il suo patrimonio di arte, formazione e cultura. Si tratta di due torri, una di 50 piani fuori terra, per 186 metri di altezza a destinazione residenziale, mentre l’altra di 39 piani e 170 metri di altezza è a destinazione mista terziario e alberghiero: per il loro design contemporaneo, costituiscono una sorta di cerniera tra la Singapore classica e quella moderna.

Quasi 700 cucine Snaidero, modello Orange, della Collezione Sistema, progettate e realizzate presso lo stabilimento friulano dell’azienda, sono in fase di installazione finale negli appartamenti di una delle torri del residence: cucine su cui gli architetti hanno richiesto una personalizzazione spinta sin nelle finiture chiedendo un laccato micalizzato Gold che l’azienda friulana ha realizzato senza difficoltà. [GG]

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