Opera luminosa a Milano

2 arch TORTATO Fastweb nexxt1 arch TORTATO Fastweb nexxt3 arch. TORTATO Fastweb nexxtA Milano, realizzata in esclusiva per il nuovo HQ Leed Platinum milanese di Fastweb, nasce Fibercloud. Questo è il titolo dato alla scultura luminosa, site speficic, progettata dallo studio dell’architetto milanese Giuseppe Tortato con l’obiettivo di attuare un’opera d’arte che potesse cambiare il volto della neonata piazza Olivetti, al centro di un business district all’avanguardia, con il complesso Nexxt (la doppia X è legata alle due grandi strutture in cemento a forma di X che sostengono il building) dove hanno stabilito il proprio HQ non solo Fastweb, ma anche alcune delle maggiori aziende internazionali e realtà innovative come Fondazione Prada.

Fibercloud è un’installazione luminosa realizzata con 200 metri di tubo luminoso led che si sviluppa in altezza connettendo tutti i piani del nuovo HQ Fastweb, dal più alto dove si trova la board-room fino alla hall d’ingresso.

È stata sviluppata dallo Studio Giuseppe Tortato Architetti tramite un software parametrico con cui è stato controllato ogni elemento e curvatura, mentre la lavorazione è stata hand-made, prevedendo la curvatura a mano dei circa 100 pezzi che costituiscono l’intero tubo luminoso. “Il concetto sotteso all’ideazione dell’opera è quello di una sorta di ‘nuvola delle idee’ che irradia l’intero edificio e chi vi lavora, per connettere le persone con l’obiettivo di condividere idee e progetti e creare nuove sinergie”, ha precisato l’architettoTortato.

Ed è al calare dell’oscurità che la Fibercould esprime la sua energia, con la luminosità della scultura led che, dall’interno dell’edificio, illumina la piazza circostante.

L’installazione di Tortato è nel complesso Nexxt, firmato Antonio Citterio Patricia Viel, che ha una superficie complessiva di oltre 18.000 metri quadri e si colloca all’interno dell’area Symbiosis, il progetto della società immobiliare Covivio, (Ex Beni Stabili) volto alla trasformazione dell’ex area industriale adiacente alla ormai celeberrima sede della Fondazione Prada. Un’area oggi definita come la futura Chelsea milanese, riferimento che sembra voler far meglio comprendere il modello di sviluppo urbano in atto in questa zona della città di Milano.

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