Landart sostenibile in Salento

1 SALENTO2 SALENTO3 SALENTO turat4 SALENTOIl Salento, in Italia, un è territorio ad alto rischio desertificazione ma è percorso da venti che, attraversando il Mediterraneo, si caricano di umidità preziosa per i terreni aridi. Un paesaggio che, nelle zone di campagna, è quasi interamente caratterizzato da muretti a secco che delimitano i poderi e segnano le vie campestri con le loro merlettate geometrie.

Per limitare la progressiva desertificazione delle terre salentine, nel 2008 a Ugento (Lecce) nasce il progetto denominato L’Orto dei Tu’rat che prevede la realizzazione di un sistema arboreo eterogeneo, dove far crescere la macchia mediterranea senza apporto di acqua. Si tratta di un intervento di landart che si sviluppa su circa 17.000 mq di terreni, sostenibile non solo dal punto di vista naturale ma anche culturale e sociale.

Ideatore del progetto e proprietario dei terreni è Cosimo Specolizzi, laureato al Dams e artigiano a Bologna, che ha deciso di avventurarsi in questa iniziativa, creando così la scenografia di un orto votato alla risoluzione delle emergenze ambientali.

Intorno al suo sforzo iniziale, è poi nata l’associazione culturale omonima, che oltre a curare la messa a dimora e lo stato di salute delle piante, si occupa di organizzare eventi culturali. L’innovativo e originale progetto che ha dato vita a L’Orto dei Tur’at, nome che deriva da strutture in pietra (pietra di Alessano), a forma di mezzaluna, presenti sul territorio, si basa su tecniche di intervento tradizionali. Le pietre utilizzate provengono dagli sbancamenti messi in atto all’epoca della costruzione dell’acquedotto pugliese, realizzato durante il ventennio fascista.

I Tu’rat, costruzioni arcaiche in pietra a secco, catturano il vapore dei venti di libeccio e scirocco che, condensando, penetra la terra rendendola fertile e produttiva, senza emungimento meccanico del sottosuolo che, oltre tutto, darebbe acqua ormai fortemente salmastra dato l’elevato sfruttamento agricolo. Si tratta di un tipo di sbarramento/drenaggio di origini antichissime, addirittura risalente a circa 9.000 anni fa, adottato in Medio Oriente, nel Negev, una delle prime regioni della storia ad aver subito un processo di desertificazione.

Nell’Orto dei Tu’rat, sono presenti dodici mezzelune in pietra a secco, cioè senza uso di malta o altri materiali collanti dette, appunto, Tu’rat. Obiettivo dell’Orto è il miglioramento dell’equilibrio ambientale attraverso la semina e la piantumazione di specie autoctone che non richiedono utilizzo eccessivo di acqua, difesa del territorio e riqualificazione dell’incolto. Il parco culturale-agricolo-ecologico è situato in agro del comune di Ugento e accoglie il visitatore con la bellezza di uno scenario incantato dove le fate sembrano armonizzare silenzio e lentezza al riparo delle fantastiche dodici mezze lune in pietra che, sotto i cieli estivi, diventano sipario per le più svariate forme d’arte, dalla poesia alla musica al teatro

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