Madonna di Campiglio: Chalet Fiat a Monte Spinale

1 vista_3,363962 Chalet-Fiat-laminato-zinco-titanio-23 IMGP37404 IMGP37565 chalet_fiat_esterno_inverno,123306 Chalet-Fiat-laminato-zinco-titanio-47 Chalet-Fiat-laminato-zinco-titanio-38 chalet_fiat_tramonto_nuovo,37400Contemporaneo nello stile, attento alla sostenibilità ambientale: questo è il nuovo chalet a 2.100 m. (foto 1), sul Monte Spinale a Madonna di Campiglio, una delle più note e frequentate stazioni sciistiche italiane, là ove un tempo vi era il Rifugio Dosson.

Con la recente ristrutturazione è stato anche attuato un rilevante ampliamento della struttura, garantendo e valorizzando la vista panoramica mozzafiato (foto 2 e 3), senza alterare l’impatto ambientale, rispetto alla struttura preesistente

Il vecchio edificio, costruito negli anni tra il 1965 e il 1968, era già stato oggetto di una rilevante risistemazione nel 1985. Anche con questo intervento si è intaccata l’identità dell’antica baita posta accanto, l’unico rifugio a disposizione di sciatori e escursionisti negli anni precedenti al 1965.

Lo chalet è ora una struttura ricettiva difficilmente assimilabile a un rifugio alpino (foto 4) e sicuramente diversa da un albergo, con ristorante e chic bar, 7 suite, per una capacità di accoglienza di 18 posti letto, un piccolo centro wellness dedicato e una sala lettura.

La costruzione, caratterizzata da ampie vetrate, coniuga lo stile contemporaneo a un’attenzione particolare verso i temi della tutela dell’ambiente, in un contesto naturalistico di assoluta eccezionalità: da un lato sono le Dolomiti di Brenta, Patrimonio Unesco (foto 5) e dall’altro i gruppi dell’Adamello e della Presanella.

Il progetto di restauro e ampliamento è stato affidato allo studio  Artistudio, degli architetti Giovanni Berti e Monica Fondriest, di Fondo (in provincia di Trento), che si è distinto negli anni passati proprio per la sua ricerca nel campo della sostenibilità applicata all’architettura.

La nuova struttura è stata costruita interamente in legno e montata sul sedime dell’edificio già esistente, la cui impronta è però stata allargata.

L’intervento ha previsto una prima fase di demolizione quasi integrale di tale edificio, alla quale è seguito uno scavo, molto limitato, il cui scopo era quello di preparare il piano di posa su cui realizzare il nuovo corpo di fabbrica. Il rivestimento del volume ligneo è stato realizzato in zinco-titanio Zintek, materiale pienamente in linea col progetto: sicuro, ecosostenibile e dall’alta resa estetica (foto 6). Con il suo color grigio-roccia, Zintek si sposa visivamente al legno e al paesaggio circostante: grazie alle grandi aperture vetrate di cui dispongono anche tutte le camere a sud-est (foto 7), architettura e paesaggio dialogano in continuità, assicurando una suggestiva scenografia nelle ore serali e notturne (foto 8).

Infine, Rifugio Dosson, così veniva chiamato un tempo, trasformato negli anni più recenti in Chalet Fiat è, con questo ultimo intervento, un osservatorio sulla natura ad alte prestazioni e basso consumo energetico, grazie anche al recupero dell’acqua piovana la cui elaborazione genera energia pulita.

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