Principato di Monaco: sviluppo off shore

1 MONTECARLO2 MONTECARLO3 MONTECARLO4 MONTECARLO5 MONTECARLO6 MONTECARLO7 MONTECARLO8 MONTECARLO9 MONTECARLOA metà del XIX secolo, nel Principato di Monaco, Carlo III, bisnonno del principe Ranieri Grimaldi, intuì che il suo piccolo regno aveva bisogno di una grande attrazione per farsi notare nel mondo.

Perciò nel 1863 fece costruire il Casinò che, con il gioco d’azzardo, divenne subito un polo d’attrazione per i nobili europei, e fondò la Société des Bains de Mer (SBM) con l’Hotel de Paris, l’Ermitage, le Thermes Marins (prima spa d’Europa) e il Monte-Carlo Beach. Un mondo di lusso, come pochi altri e per pochi. Il Governo, tuttora proprietario del 47% della SBM, insieme a soci come Lvmh e Katara, ha intrapreso un rinnovo radicale che coinvolge molti edifici storici e strutture del Principato, ma anche un gigantesco intervento edilizio off shore.

Si tratta di Anse du Portier, (foto 1 e 2) un progetto di espansione urbanistica sul mare, a Larvotto, tra due riserve naturali per un’area di 6 ettari. Terminata la piattaforma di cemento alta 35 metri, i cui lavori sono iniziati nell’aprile 2017, nel 2020 partirà la costruzione del distretto Portier Cove, il nuovo quartiere galleggiante (foto 3) di 60mila mq, con condomini di lussuosi appartamenti (foto 4 e 5) dalla vista impagabile (foto 6), grandi ville situate in un’area di macchia mediterranea, negozi, un porto turistico per 30 ormeggi (foto 7 e 8) e una passeggiata sul mare (foto 9) che si estenderà da Montecarlo.

Si prevede, inoltre, una collina artificiale che, nel suo ventre, sotto un ettaro di parco pubblico collegato al Forum Grimaldi, al giardino giapponese e al mare, nasconderà un centro congressi di 9.000 mq. Dopo Richard Rogers che ha preparato per il 2018 il nuovo complesso immobiliare sulla piazza del Casinò, e dopo Lord Norman Foster che ha disegnato lo Yacht Club, un altro architetto a fama internazionale, l’italiano Renzo Piano, firma il grandioso progetto di ampliamento sul mare.

Oltre a Renzo Piano, coinvolti nel progetto faraonico di Monaco, gli studi di architettura dei monegaschi Alexandre Giraldi (cui si deve il progetto del grattacielo di 170 metri, Tour Odeon a Monaco), Patrick Raymond, i fratelli Emmanuel e Olivier Deverini e lo studio parigino Valode& Pistre Architectes.

Allo studio Valode&Pistre, il compito di definire la configurazione architettonica delle infrastrutture e delle sistemazioni degli spazi pubblici, nonché la concezione del quartiere centrale chiamato I giardini dell’Acqua e del quartiere della Collina che si erge sopra la sala congressi. Tutte le sistemazioni paesaggistiche sono affidate a Michel Desvigne. Si prevede che la costruzione dell’isola artificiale, eco-sostenibile sia in termini di processi di costruzione che di materiali usati, venga terminata entro il 2025. Il progetto privato (non prevede investimenti statali) è affidato a BoS.A.M. l’Ansedu Portier / Bouygues Travaux Publics e coinvolge i costruttori Pastor e Marzocco che hanno costruito dalla fine della seconda guerra mondiale sino a oggi, tutta la Monaco moderna.

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