Milano, Fuorisalone 2018: Future Past in Zona Tortona

9 M DI CIOMMO1 M DI CIOMMO Tempietti2 M DI CIOMMO Specchi infranti3 M DI CIOMMO Alberi e cose così4 M DI CIOMMO5 M DI CIOMMO reverie6 M DI CIOMMO7 M DI CIOMMODa non perdere la mostra Future Past, esposizione dei lavori di Matteo Di Ciommo (autoproduzione tra design e arte) e Andrea de Chirico, allestita nell’ambito del Fuorisalone in Zona Tortona, alla Libreria 121+ in Via Savona 17.

Designer, classe 1987, Matteo Di Ciommo, romano che vive e lavora a Milano, può vantare un lodevole percorso formativo con Francesco Faccin dal 2013 al 2015 e con lo studio di Michele De Lucchi, dove collabora dal 2013.

La singolare espressività del disegno dal tratto giocoso, mai banale ed elementare, la creatività e fantasia che si aprono con candore e stupore infantile sul mondo degli oggetti d’uso anche banali, producono un universoo instancabile di forme che parla un linguaggio universale.

Oggetti a tiratura limitata o pezzi unici, realizzati in legno, materiale con il quale Matteo Di Ciommo ha un legame forte, naturale, di istintiva e matura consuetudine, definibili come mini architetture, in piccoli volumi e forme compatte, come gli elementi della collezione “Tempietti e Sarcofaghi” (foto 1) o smembrati e racchiusi in una cornice, come nella collezione “Specchi Infranti” (foto 2).

O in azzardati accostamenti di oggetti ricollocati e reinterpretati, magari fuori scala tra loro, come nelle collezioni “Alberi e cose così” (foto 3) e “Paesaggi uno a 200” (foto 4) o ripresi a ricreare un immaginario e sempre poetico paesaggio come in “Reverie” (foto 5) o carpiti dal mondo della quotidianità, come il termos o il macinapepe e racchiusi, con improbabili accostamenti, in invalicabili confini di normali e semplici cornici, come nella collezione “Stando così le cose” (foto 6) o in una dissacrante e ironica collezione di portacandele “Vivere per sopravvivere” (foto 7).

Difficile definire Matteo Di Ciommo solo designer.

La sua sensibilità al materiale, la perizia con la quale lavora, la fantasia e la sensibilità con la quale si esprime, ne fanno un artista singolare per il quale al centro c’è la natura, l’uomo e il suo difficile rapporto con il mondo delle cose, a volte banali ma che, nelle sue opere, si trasforma in un prezioso richiamo al lavoro dell’uomo in tutte le sue forme: dalla piccola alla grande scala e in tutte le sue espressioni, dal naturale all’artificiale.

Citazioni a commenti delle collezioni, come quello preso dal compositore Gennadij Nikolaevič RoždestvenskijHo sbagliato qualcosa; scusate, vivevo su questa terra per la prima volta.”, dicono della capacità dell’autore di sorridere di se stesso e delle proprie opere. Ma esprimono anche la sua arguta capacità di osservatore acuto e ironico del vivere quotidiano, come dimostra la citazione della fotografa Amanda Bloch “Una pianificazione attenta non potrà mai sostituire una botta di culo”. Foto Aziza Vasco e Matteo Di Ciommo.

 

 

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