In Cina, a firma Kengo Kuma

1 KENZO KUMA China Academy Arts2 KENZO KUMA China Academy Arts3 KENZO KUMA China Academy Arts4 KENZO KUMA China Academy Arts5 KENZO KUMA China Academy Arts6 KENZO KUMA China Academy ArtsMigliaia di coppi coprono i tetti a falde delle folk-art galleries che, tutte insieme, si possono confondere con un piccolo villaggio: ogni unità è identificata con una propria copertura, in modo tale che allo sguardo l’insieme appare appunto come un villaggio sotto una distesa di tegole.

Il progetto, firmato dal famoso studio di architettura giapponese Kengo Kuma&Associates per la China Academy of Arts a Hangshou, una città della costa est della Cina, è stato sviluppato su un terreno in origine destinato a piantagione di tè.

Per agevolare l’inserimento dell’edificio di 5000 mq e raccordarlo armoniosamente al terreno in leggero declivio, lo studio di progettazione ha frammentato il corpo del museo in varie unità separate che, gradatamente, si stendono una accanto all’altra nella foresta, verso la sommità della collina.

Ogni costruzione è realizzata in modo da sembrare una piccola casa che, con il suo tetto a falde sfalsate coperte da tegole grigie, definisce insieme alle altre un compatto complesso con andamento a zigzag.

All’interno i diversi livelli sono tra loro collegati da una serie di rampe che assicurano la continuità al piano terreno ed esaltano il rapporto tra l’architettura e il terreno. Le vecchie tegole, una diversa dall’altra, sono state recuperate da case del posto e poi utilizzate sia per il tetto sia per lo schermo di pareti: questo contribuisce ad armonizzare l’architettura con l’ambiente intorno.

Mentre l’uso dei coppi è andato scomparendo dall’edilizia locale, Kuma ne ha fatto ampio uso in questa architettura contemporanea, ma profondamente radicata al territorio, proprio quale elemento di interazione tra identità urbana e rurale del manufatto edilizio. Ph. Credits by Eiichi Kano[GG]

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