In Cina, lungo il fiume Niyang

1 CINA FIUME2 CINA FIUME3 CINA FIUME4 CINA FIUME5 CINA FIUME6 CINA FIUMEMirui Road è una strada turistica che corre verso sud, costeggiando i meandri del fiume Niyang e incrocia la highway 318 connettendo il Tibet e la provincia di Sichuan, che significa terra dei “quattro fiumi e di dirupi”, territorio diventato tristemente famoso nel mondo per il terribile terremoto del 2008: la terza più popolata nella zona centro meridionale della Repubblica Popolare Cinese con capitale Having Chengdu.

La strada permette di ammirare il paesaggio e le sponde del fiume, per tutti i suoi 20 chilometri di distanza dal Brahmaptra River Grand Canyon (foto 1). Si è scelto come punto di accesso a questa zona turistica il villaggio di Daze: qui il team cinese costituito dallo studio Standard Architecture + Zhaoyang Architects ha realizzato, nell’unica area disponibile, un terreno sulla sponda sabbiosa del fiume, il Niyang River Visitor Center (foto 2 e 3).

La concezione plano volumetrica dell’edificio, che si estende per poco meno di 500mq, è una risposta alle condizioni estreme dell’ambiente: lo spazio interno è come scavato da un volume dalla forma irregolare. Anche l’apparente distribuzione casuale di pianta trova la sua giustificazione nelle condizioni del luogo: il cortile centrale connette quattro accessi sui vari lati. All’interno si sviluppano gli spazi per la cassa, il deposito per il rafting e i bagni.

La costruzione dell’edificio denota l’adozione di tecniche costruttive della tradizione tibetana. Il colore è un elemento cruciale nella cultura visiva tibetana e il progetto ne ha fatto ampio impiego nelle pareti dello spazio pubblico, utilizzando i pigmenti minerali locali direttamente sulle superfici delle pietre. (foto 4, 5 e 6).

Dal mattino al tramonto, con il cambiamento dell’orientamento della luce, i raggi del sole penetrano nelle diverse aperture dell’edificio, poste secondo un preciso andamento e orientamento. Attraversando l’edificio, la sensazione è sempre diversa, proprio grazie alle diverse colorazioni e alle differenti prospettive, con giochi di luce e ombre suggestive nel corso di tutta la giornata. Il colore, qui presente senza alcun valore simbolico e culturale, è un componente dell’architettura e determina, moltiplicandone gli effetti, l’esperienza spaziale. Ph. credits © Chen Su. [GG]

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