Nuova vita per i bunker

1 BUNKER Charlotte Wilson2 BUNKER RAAAF3 BUNKER cstudio frankfurt4 BUNKER HAMBURG5 BUNKER Cultural CenterPotrebbe sembrare una moda: recuperare bunker sparsi in giro per l’Europa e riportarli a nuova vita, trasformandoli in discoteche, abitazioni, centri culturali o musei come nel caso del progetto di Charlotte Wilson (prima foto, dall’alto verso il basso), che prevede la riconversione di un bunker in Inghilterra, in un museo dedicato al ruolo delle donne nella guerra. Si tratta di una struttura della Royal Force, scavata nella roccia sulla costa, a Bempton nello Yorkshire. Il progetto mette a nudo le mura spesse tre metri, creando una serie di cortili interni anche a cielo aperto. Una parte del bunker si protende verso l’esterno della parete rocciosa creando una piattaforma dalla quale si può godere della vista del mare.

Ancora un bunker, in Olanda (foto 2), che oggi, dopo la riconversione, è diventato un monumento di rilievo storico. La struttura, insieme ad altre 700 postazioni, faceva parte della linea strategica militare, attiva dal 1815 fino al 1940, per difendere le vicine città di Muiden, Utrecht, Vreeswijk and Gorinchem. Il progetto, curato dagli studi di progettazione olandesi Atelier de Lyon e RAAAF (Rietveld Architecture-Art-Affordances) ha sezionato il bunker in due parti, cosa che, oltre a metterne a nudo l’interno, ne consente l’attraversamento con un percorso pedonale, che da una parte termina sull’acqua con un molo e dall’altra collega la struttura ai sentieri della riserva naturale nella quale è inserita.

Un altro interessante esempio viene dalla Germania, a Francoforte (foto 3), dove lo studio di progettazione tedesco INDEX Archtekten, ha trasformato un bunker in un centro di sale per musicisti. Dalla necessità di rifare la copertura è nata l’idea di aggiungere un corpo nuovo di fabbrica, destinato ad accogliere l’Istituto dei Nuovi Media e studi di artisti. Il nuovo volume è come un enorme box in legno che, circondato da balconate protette da diaframmi trasparenti, appare in forte contrasto con la sottostante costruzione in cemento, ma nello stesso tempo instaura un dialogo con l’intorno urbano.

Ancora in Germania, ad Amburgo (foto 4), un bunker costruito nel 1942 come base di difesa per la città. Dopo decenni di abbandono, è stato riconvertito in una fabbrica per l’energia rinnovabile. Tutto nasce nel quadro del piano territoriale Internationale Bauausstellung (IBA-Hamburg) che ha sviluppato, tra il 2006 e il 2013, più di 60 progetti finalizzati a rafforzare Wilhelmsburg (un tempo città autonoma e oggi distretto di Amburgo) che, insieme alla vicina Veddel, costituisce la più grande isola fluviale d’Europa, trattandosi di un territorio racchiuso tra il ramo nord e rami minori del fiume Elba. Tra i progetti affrontati anche quello della riconversione del bunker, caratterizzato dalla presenza di quattro torri alte 30 metri, una delle quali adesso ospita un caffè aperto al pubblico. All’interno dell’involucro in cemento armato si sono ricavati diversi spazi destinati alla produzione di energia da rifiuti, da legna, da biometano, nonché una cisterna con 2 milioni di litri di acqua, collocata laddove uno scoppio avvenuto alla fine della guerra aveva creato un’enorme buca, oltre ad una struttura per pannelli solari, in grado di fornire 100kW a settimana.

Infine, in Svizzera (foto 5, 6 e 7) dove un bunker, completamente dimenticato e riscoperto per caso da un ranger nel folto di un bosco di Fläsch, un comune nel distretto di Landquart nel Cantone di Graubünden, è stato recuperato e trasformato in un moderno centro culturale chiamato Angebauter Tarnrucksack, a opera dello studio svizzero di architettura Atelier- f. Situato tra le montagne vicino alla valle del Reno, abbandonato e dimenticato per anni, il suo solido volume in cemento armato, con la ristrutturazione operata, sembra un moderno container dotato di tutti i comfort tecnologici. Dall’interno una grande finestratura permette di godere di una fantastica vista sulla valle. [GG]

 

 

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