Un nuovo premio di architettura

MUSEO Varsavia 1MUSEO Varsavia 2MUSEO Varsavia 3All’inizio di novembre scorso è stato scelto il vincitore della prima edizione del Concorso Finlandia Prize for Architecture, promosso dalla Finnish Association of Architects, SAFA: il primo concorso indirizzato alle opere pubbliche concluse nell’ambito degli ultimi tre anni. Il riconoscimento è stato assegnato al Museo di Storia degli ebrei polacchi, a Varsavia, progettato dallo studio finlandese Lahdelma& Mahlamäki (architetti Ilmari Lahdelma e Rainer Mahlamäki): unico edificio, tra i finalisti del premio, a essere situato al di fuori della Finlandia. A Sixten Korkman, professore di Practice in Economics alla Aalto University, il compito di scegliere il vincitore tra i progetti che sono stati preselezionati da una giuria guidata da Jorma Mukala, architetto e direttore della Finnish Architectural Review. La giuria era inoltre composta dal direttore del Museo di architettura finlandese Juulia Kauste, dall’architetto Esa Ruskeepää e da Pentti Kareoja, professore di Spatial Design della Aalto University, School of Arts, Design and Architecture. Per SAFA era presente il segretario generale Paula Huotelin.

Finalisti, oltre al progetto vincitore, il Gösta’s Pavilion a Mänttä, un allargamento del Serlachius Museum Gösta, disegnato dallo studio spagnolo di architettura MX_SI con la collaborazione, in una certa fase del progetto, dello studio Huttunen-Lipasti-Pakkanen Architects; la Kaisa House, libreria centrale dell’Università di Helsinki, progettato dallo studio Anttinen Oiva Architects; la Seinäjoki Main library Apila, disegnata dallo studio JKMM Architects.

Inaugurato nell’aprile del 2013, il Museum of the History of Polish Jews a Varsavia, è situato a Muranow, nel cuore del quartiere ebraico della città, che concentra in un unico luogo il racconto degli ebrei polacchi dal Medioevo a oggi. Il Museo, il primo a gestione pubblico-privato in Polonia, è un luogo d’incontro per le persone che vogliono capire meglio la cultura ebraica del passato ma anche quella contemporanea, un luogo simbolo contro ogni stereotipo e contro ogni altro fenomeno che minaccia il mondo moderno, come la xenofobia e i pregiudizi nazionalistici. Il Museo, a pianta quadrata, è costituito da un grosso volume ortogonale con una superficie di 12.800 mq, due terzi del quale è occupato dal cuore dell’esposizione, centrata sulla storia millenaria degli ebrei polacchi, composta da otto sezioni. Nello spazio rimanente si sviluppano esposizioni temporanee, un auditorium polifunzionale, un centro didattico, due stanze per screening, un caffè e un ristorante.
L’edificio è rivestito in rame e vetro, in modo da creare un gioco dinamico tra forme e luce. I pannelli di vetro della facciata sono decorati con una particolare stampa che riprende le lettere dell’alfabeto ebraico e latino: formano la parola “Polin”, ovvero Polonia in ebraico e la facciata in vetro risulta divisa a metà da una maestosa entrata che evoca il biblico passaggio del Mar Rosso da parte dei figli d’Israele. [GG]

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