Transitorietà e natura in Canada

ARCHEA M. CasamontiL’isola di Helmchen, in British Columbia, in Canada, interamente ricoperta da una fitta e incontaminata vegetazione e con pochi punti di accesso via mare, è il contesto ideale per ospitare una residenza privata, dedicata a periodi di riposo e di meditazione dei proprietari
e concepita come un luogo intimo, pur mantenendo un carattere di provvisorietà, in grado di restituire all’isola la sua originaria immagine, quando non più utilizzata.

La transitorietà della villa è legata alla filosofia di un edificio perfettamente compatibile con il contesto e basato sui principi dell’architettura sostenibile, secondo i quali la produzione di energia per il suo sostentamento è demandata all’ambiente circostante e alle sue  preziose risorse. Questa la cornice all’interno della quale si è sviluppato il progetto a firma di Archea Associati, studio di architettura fondato a Firenze nel 1988 da Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi, oggi costituito da un network internazionale di oltre 80 architetti provenienti da diverse regioni e università del mondo, operativi in sei differenti città – Milano, Roma, Pechino, Dubai, San Paolo e Firenze, sede originaria.

La costruzione è il risultato di un assemblaggio modulare di elementi in acciaio in grado di essere montati, smontati, rimontati e trasferiti via nave verso una  nuova  destinazione.
 L’edificio domina il paesaggio proiettandosi con un ampio sbalzo sul lato meridionale della collina. Il progetto coinvolge un lotto di 15.000 mq e una superficie costruita di 1.500 mq con una planimetria, caratterizzata da un andamento a “C”, che si snoda libera secondo un andamento sinuoso e morbido, con due soli punti di appoggio pianeggianti che ancorano saldamente al suolo l’intero volume. 
La generosa dimensione dello sbalzo, che si affaccia incombente sul sottostante approdo via mare, fa fluttuare l’intero volume in un’improbabile forma a equilibrio instabile.
 La struttura reticolare della villa è interamente rivestita da una superficie traslucida e opalina di vetro che le consente di essere percepita dal mare come un faro nella notte e come un elemento tecnologico e smaterializzato durante il giorno. [GG]

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