Architettura di vetro al Bois de Boulogne

LOUIS VUITTON Frank-Gehry 1LOUIS VUITTON Frank-Gehry 2LOUIS VUITTON Frank-Gehry 3LOUIS VUITTON Frank-Gehry 4Al Bois de Boulogne, nel Jardin d’Acclimatation, il 27 ottobre si inaugura e apre al pubblico ufficialmente la Fondation Louis Vuitton, un museo d’arte contemporanea  la cui costruzione è stata finanziata dall’azienda di moda Louis Vuitton che la regala e ne affida la gestione, per 50 anni, alla città di Parigi. Fortemente voluta da Bernard Arnault, amministratore delegato e fondatore di LVMH, l’uomo più ricco di Francia, l’opera ne interpreta pienamente gli intenti: legare il più grande gruppo al mondo del lusso alla più innovativa opera di architettura di Parigi.

 

Progettata dal famoso architetto Frank Gehry, la costruzione, che occupa una superficie di circa 13.500 metri quadrati, ha richiesto, complessivamente, tredici anni di lavoro con l’intervento di cento ingegneri edili e tremila operai. Data la fama del progettista e del committente, di questa architettura e delle sue caratteristiche si è molto parlato anche in passato, partendo dalla definizione che ne aveva dato nel 2006 lo stesso Gehry per spiegare i materiali che avrebbe utilizzato e la forma che l’edificio avrebbe avuto: “Nuvola di vetro”. Nuvole o vele di vetro che siano, sembrano unire la Torre Eiffel e con il Sacre Coeur identificano un nuovo skyline di Parigi.

 

L’opera, che si estende su un ettaro, è ancorata a elementi in acciaio e legno che rimandano all’architettura della Belle Epoque ed è caratterizzata da 12 vele che paiono navigare sopra il corpo dell’edificio, un “iceberg” come qualcuno l’ha definito. Le dodici vele dell’involucro coprono un’area superfice totale di 13.500 metri quadrati: i loro pannelli rettangolari in vetro, ideati per riflettere la luce nelle differenti ore del giorno, sono stati realizzati appositamente in Italia. L’edificio è realizzato in Ductal, materiale del gruppo francese Lafarge: uno dei vari tipi di Moulded Concrete, letteralmente cemento formato da stampo, realizzati con miscele di UHPFRC (Cementi-Fibro-Rinforzati-Ultra-Performanti) che garantiscono elevate performance tecnico/strutturali unite a una straordinaria libertà progettuale. La notevole duttilità della miscela, che si “modella” perfettamente anche agli stampi più complessi, permette di ottenere forme e superfici in grado di replicare in modo esatto materiali esistenti o sperimentare nuove soluzioni inaspettate.

All’interno, il museo si sviluppa con undici gallerie per una superfice di 3.850 metri quadrati, spazi destinati all’esposizione di mostre temporanee e di opere di collezioni permanenti, tra le quali anche opere della collezione privata di Bernard Arnault. Le immagini sono del fotografo olandese Iwan Baal, noto internazionalmente per il suo lavoro di sensibile narratore per immagini dell’architettura. [GG]

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